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SUMMARY:Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca
DESCRIPTION:In occasione della mostra Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi\, a Palazzo Ducale a Genova\, la Galleria Studio Rossetti presenta il volume Monica Gorini. Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca\, edito Vanilla Edizioni\, un diario-ricerca che l’artista Monica Gorini ha realizzato a seguito di un viaggio “geografico ed artistico fatto di colori\, di natura\, di pensiero e di poesia\, con le ninfee negli occhi\, la pittura di Monet nel cuore e il desiderio di colore nella testa”.\nLa presentazione si terrà sabato 12 marzo alle ore 17.30\, alla presenza dell’editore\, dell’autrice e di Lorella Giudici\, autrice della prefazione.“A settantaquattro anni Claude Monet iniziava il suo ultimo e monumentale progetto: i pannelli per l’Orangérie. Su dodici tele dalle dimensioni maestose e per più di dieci anni\, Monet ha lavorato a quello che possiamo definire il suo testamento artistico e spirituale: le Ninfee. Nel suo giardino di Giverny\, dove ogni centimetro di terra\, d’acqua e di prato è stato appositamente costruito per soddisfare la sua pittura\, l’artista ha realizzato il suo sogno: la fusione totale di arte\, colore\, natura e infinito.\nIl racconto di Monica Gorini ha inizio proprio dai luoghi vissuti da Monet: da Etretat\, Honfleur\, Le Havre e\, ovviamente\, Giverny. Per due anni Monica ha idealmente dialogato con il Maestro in un lungo viaggio\, geografico botanico ed artistico\, ricco di emozioni\, di immagini\, di ricerche e di scoperte che ha racchiuso tra le pagine di questo diario\, in una narrazione coinvolgente\, fresca\, immediata\, ricca di riferimenti culturali e umani.\nCon le ninfee negli occhi\, la pittura di Monet nel cuore e il desiderio di colore nella testa\, Monica ha poi cercato la propria dimensione artistica traducendo le “impressioni” in un linguaggio concettuale. L’obiettivo\, quindi\, non è rifare Monet\, dipingere i fiori o il paesaggio di Giverny\, bensì trovare\, attraverso i luoghi della sua pittura\, il “segreto del colore” e trasformarlo in una sorta di legge empirica\, in un personale sistema cifrato che racchiude la natura\, l’anima e la psiche”.\n(Lorella Giudici)\nMonica Gorini (1967) è un’artista che vive e lavora tra Milano e il Lago d’Orta. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, con docenti eccellenti come Elena Pontiggia e Paolo Minoli\, ha da sempre affiancato all’attività artistica la formazione in ambito pedagogico didattico collaborando con l’Università Bicocca di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Sensibilmente legata al mondo della natura e dei diritti è alla ricerca di un’estetica che stimoli riflessioni attuali ed intime\, finalizzate allo sviluppo di una coscienza sociale e di una nuova ecologia spirituale del mondo. \nLorella Giudici (1965) è professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Dopo una laurea in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico all’Università Statale di Milano e una in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera\, cura mostre e si occupa dell’arte tra Ottocento e Novecento\, con particolare interesse al periodo tra le due guerre. Scrive per il TGCOM e per riviste del settore. È membro del comitato scientifico della Fondazione Remo Bianco\, della Fondazione Sangregorio e dell’Archivio Dadamaino. È stata direttrice del Museo del Paesaggio di Verbania.\n\n\n\n 
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