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SUMMARY:Il rosso è vendicativo di Alessandra Gasparini
DESCRIPTION:In occasione dell’apertura della nuova stagione espositiva\, nel contesto dell’evento START – la notte bianca dell’arte moderna e contemporanea\, la Galleria Rossetti propone la mostra personale “Il rosso è vendicativo” di Alessandra Gasparini\, un’artista poliedrica che\, con il suo talento\, si fa emblema della libertà d’espressione e dell’apertura verso la conoscenza e l’istinto. \nAlessandra Gasparini possiede un mondo\, dentro\, così imponente e così gremito di suggestioni e di immagini che quando sgorga sulla tela vi si distende in narrazioni complesse\, ricchissime\, impossibili a cogliersi al primo sguardo. Dipinti dalla costruzione lenta e minuziosa\, impeccabili nella concatenazione dei nessi logici e\, tuttavia\, pregni di un’istintualità che non passa inosservata\, di una creatività selvaggia\, indomabile\, che è poi l’ingrediente dell’incanto.  \nProtagonisti della pittura di Gasparini sono i bambini. Mai scelti a caso\, belli di una bellezza niente affatto leziosa ma piuttosto aspra\, ruvida; bambini che non hanno ancora perso la capacità di credere in sé tipica dell’infanzia\, il senso di onnipotenza che inchioda l’adulto alla relatività delle proprie convinzioni. Non ancora umani\, come li definisce l’artista\, certamente non ancora addomesticati dalla maschera dell’adultità. \nUna delle particolarità uniche dell’artista è il suo diletto nel proseguire la narrazione aggiungendo un pezzo della storia dietro la tela intelaiata. E’ lo spazio della libertà\, lo sberleffo alla limitatezza dei confini della tela. Nella vetrina principale verrà posizionata un’installazione con il dipinto “Avevo una sedia”\, sul retro del quale una ragazzina nuda appare rannicchiata su una seduta\, meditabonda su come usare il grande barattolo di pittura rossa che tiene accanto a sé. Lì vicino la scritta: “Quando il rosso chiama è meglio assecondarlo. Il rosso è vendicativo”.
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SUMMARY:La pittura è viva e prende il caffè: incontro con Alessandra Gasparini
DESCRIPTION:LA PITTURA E’ VIVA E PRENDE IL CAFFE’\nLa curatrice Alessandra Redaelli incontra l’artista Alessandra Gasparini. \n“La pittura è viva e prende il caffè” è il titolo di una delle opere di Alessandra Gasparini presenti in mostra.\nGuglielmina\, la protagonista\, emerge ieratica da un ritratto di famiglia\, spezza le catene e da quel ritratto fugge\, frantumandone la superficie con due mani eleganti\, ingioiellate\, a reggere da un lato una tazzina di caffè e dall’altro – forse – un ventaglio. Un’opera che smaschera senza pietà la nostra ansia di controllo.\nPerché alla fine\, in tutta sincerità\, quale spiegazione potremmo mai dare di quella parete sotto al ritratto che da un certo punto in poi diventa tessuto\, balza di una gonna che resta però a tutti gli effetti parete ma che avviluppa dentro di sé\, moltiplicandoli\, lo sguardo indagatore del gatto e la rosa recisa nel vaso\, appoggiati\, entrambi\, su due sedie di paglia intrecciata?\n\nVenerdì 18 ottobre 2024\, alle ore 18.00\, la curatrice Alessandra Redaelli sarà a Genova in occasione di una serata di dialogo libero con l’artista Alessandra Gasparini. L’incontro è aperto\, sarà un’occasione per conoscere meglio l’artista e il suo mondo\, circondati dalle sue opere.L’evento si terrà presso la nostra galleria in Via Chiabrera 33r\, nel centro storico di Genova.\n\nDurante questo incontro sarà anche possibile visitare la mostra “Il rosso è vendicativo” di Alessandra Gasparini\, a cura di Alessndra Redaelli.\n  \n\nRiportiamo di seguito un estratto del testo critico della mostra\, redatto da Alessandra Redaelli:\n  \n“Alessandra Gasparini possiede un mondo\, dentro\, così imponente e così gremito di suggestioni e di immagini che quando sgorga sulla tela vi si distende in narrazioni complesse\, impossibili a cogliersi al primo sguardo. \nDipinti dalla costruzione lenta\, impeccabili nella concatenazione dei nessi logici e tuttavia pregni di un’istintualità che non passa inosservata\, di una creatività selvaggia\, che è poi l’ingrediente dell’incanto. “Un continuo baratto tra la mia mente e il quadro”\, così l’artista definisce il processo creativo. \nCon un primo progetto mentale e un primo abbozzo volutamente grossolano\, poco dettagliato\, perché paradossalmente è proprio il dettaglio qui a determinare lo spazio del gesto e della libertà\, dell’improvvisazione\, del pennello che va seguendo una sua musica interna. \nE questo lasciarsi andare alla volontà della pittura è tale da costringerla\, qualche volta\, ad aggiungere un pezzo di tela\, sotto al quadro iniziato. Perché la sua narrazione deve andare avanti e non si può arrestare. \nDel resto Gasparini appare proprio così: istinto e ragione\, Sturm und Drang e Encyclopédie. Opposti che si incontrano sulle tele nel dialogo serrato tra la minuzia chirurgica del dettaglio e il gesto astratto\, libero\, che spesso Gasparini riserva ai bordi. \nPerché lei si è innamorata del disegno da piccola\, ma poi ha saputo andare oltre\, scegliendo di approfondire l’astrazione per entrare dentro al colore\, ma soprattutto per imparare a destrutturare la realtà\, per scompaginare la visione e trovare così la propria voce autentica. \nProtagonisti della sua pittura sono i bambini. Mai scelti a caso\, belli di una bellezza niente affatto leziosa ma piuttosto aspra\, ruvida; capaci di sguardi che ci costringono a interrogarci. Bambini che non hanno ancora perso la capacità di credere in sé tipica dell’infanzia\, il senso di onnipotenza che inchioda l’adulto alla relatività delle proprie convinzioni. Non ancora umani\, come li definisce l’artista\, certamente non ancora addomesticati dalla maschera dell’adultità.” \n 
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