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SUMMARY:“Altro non posso fare che germogliare e fiorire” di Davide Puma
DESCRIPTION:Davide Puma\, originario della Liguria e affezionato ai colori\, ai profumi e alle luci di questa terra\, dopo aver esposto i suoi dipinti in tutta Europa\, torna alle origini e con il suo arrivo a Genova porta la primavera con la mostra “Altro non posso fare che germogliare e fiorire”.\nLe opere realizzate per la mostra sono ipnotizzanti\, un invito ad immergerci dentro di esse\, per trovarci e stupirci di fronte a spettacoli naturali\, in una natura cullante e florida.\nI meravigliosi giardini di Davide Puma si aprono come porte verso mondi fantastici e si trasformano in portali verso una pace confortante.\nA guidare la realizzazione della mostra di Davide Puma è\, infatti\, la natura\, con la quale egli possiede un rapporto intimo e radicato. Essa contiene\, in tutte le sue forme vitali\, nel suo linguaggio e nelle sue componenti\, quello che per l’artista rappresenta il senso dell’universo.\nL’immaginario artistico di Puma descrive la natura trascendendo dalla sua dimensione fisica\, le atmosfere che suggerisce oscillano tra il fiabesco e l’onirico. ​​La delicatezza e la leggerezza che attraversano le tele di Davide Puma conducono ad una riflessione sulla natura e sulle leggi superiori che la determinano e permettono ad ogni elemento che fa parte di essa di muoversi e di mutare.\nLa vegetazione è descritta con precisione\, conoscenza ed estrema consapevolezza ma diventa iconica perdendo il riferimento con il reale e con la sua materialità.\nL’artista sarà presente il giorno dell’inaugurazione.\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca
DESCRIPTION:In occasione della mostra Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi\, a Palazzo Ducale a Genova\, la Galleria Studio Rossetti presenta il volume Monica Gorini. Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca\, edito Vanilla Edizioni\, un diario-ricerca che l’artista Monica Gorini ha realizzato a seguito di un viaggio “geografico ed artistico fatto di colori\, di natura\, di pensiero e di poesia\, con le ninfee negli occhi\, la pittura di Monet nel cuore e il desiderio di colore nella testa”.\nLa presentazione si terrà sabato 12 marzo alle ore 17.30\, alla presenza dell’editore\, dell’autrice e di Lorella Giudici\, autrice della prefazione.“A settantaquattro anni Claude Monet iniziava il suo ultimo e monumentale progetto: i pannelli per l’Orangérie. Su dodici tele dalle dimensioni maestose e per più di dieci anni\, Monet ha lavorato a quello che possiamo definire il suo testamento artistico e spirituale: le Ninfee. Nel suo giardino di Giverny\, dove ogni centimetro di terra\, d’acqua e di prato è stato appositamente costruito per soddisfare la sua pittura\, l’artista ha realizzato il suo sogno: la fusione totale di arte\, colore\, natura e infinito.\nIl racconto di Monica Gorini ha inizio proprio dai luoghi vissuti da Monet: da Etretat\, Honfleur\, Le Havre e\, ovviamente\, Giverny. Per due anni Monica ha idealmente dialogato con il Maestro in un lungo viaggio\, geografico botanico ed artistico\, ricco di emozioni\, di immagini\, di ricerche e di scoperte che ha racchiuso tra le pagine di questo diario\, in una narrazione coinvolgente\, fresca\, immediata\, ricca di riferimenti culturali e umani.\nCon le ninfee negli occhi\, la pittura di Monet nel cuore e il desiderio di colore nella testa\, Monica ha poi cercato la propria dimensione artistica traducendo le “impressioni” in un linguaggio concettuale. L’obiettivo\, quindi\, non è rifare Monet\, dipingere i fiori o il paesaggio di Giverny\, bensì trovare\, attraverso i luoghi della sua pittura\, il “segreto del colore” e trasformarlo in una sorta di legge empirica\, in un personale sistema cifrato che racchiude la natura\, l’anima e la psiche”.\n(Lorella Giudici)\nMonica Gorini (1967) è un’artista che vive e lavora tra Milano e il Lago d’Orta. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, con docenti eccellenti come Elena Pontiggia e Paolo Minoli\, ha da sempre affiancato all’attività artistica la formazione in ambito pedagogico didattico collaborando con l’Università Bicocca di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Sensibilmente legata al mondo della natura e dei diritti è alla ricerca di un’estetica che stimoli riflessioni attuali ed intime\, finalizzate allo sviluppo di una coscienza sociale e di una nuova ecologia spirituale del mondo. \nLorella Giudici (1965) è professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Dopo una laurea in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico all’Università Statale di Milano e una in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera\, cura mostre e si occupa dell’arte tra Ottocento e Novecento\, con particolare interesse al periodo tra le due guerre. Scrive per il TGCOM e per riviste del settore. È membro del comitato scientifico della Fondazione Remo Bianco\, della Fondazione Sangregorio e dell’Archivio Dadamaino. È stata direttrice del Museo del Paesaggio di Verbania.\n\n\n\n 
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SUMMARY:“L'arte di legare le persone” di Paolo Milone – Einaudi Editore
DESCRIPTION:“L’arte di legare le persone” (Einaudi Editore) è un libro che si fa fatica a definire ed ogni definizione resta incompleta. \nQuante volte parliamo dei medici come di eroi\, martiri\, vittime… In verità\, fuor di retorica\, uomini e donne esposti al male. Appassionati e fragili\, fallibili\, mortali. Paolo Milone ha lavorato per quarant’anni in Psichiatria d’urgenza\, e ci racconta esattamente questo. Nudo e pungente\, senza farsi sconti. Con una musica tutta sua ci catapulta dentro il Reparto 77\, dove il mistero della malattia mentale convive con la quotidianità umanissima di chi\, a fine turno\, deve togliersi il camice e ricordarsi di comprare il latte.\nA un anno dalla sua uscita\, mercoledì 2 marzo alle ore 18.00\, The Meltin Pop e la galleria Rossetti Arte Contemporanea organizzano un incontro con l’autore Paolo Milone\, che dialogherà con i suoi lettori\, accompagnato dallo scrittore e psicoterapeuta Bruno Morchio. Letture di Lucia Caponetto. \nL’incontro si svolgerà presso la Rossetti Arte Contemporanea\nin via Chiabrera 33r Genova. \nLocandina\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Lo stravolgimento della figura tra esigenze stilistiche ed espressioni esistenziali
DESCRIPTION:La figura umana è la rappresentazione in grado di comunicare meglio quelle che possono essere le sensazioni e le emozioni delle persone. Anche gli oggetti possono trasmettere il pensiero di un artista: basti pensare a Giorgio Morandi\, capace di trasformare una semplice natura morta in elegie sull’esistenza. Tuttavia\, la figura umana\, in quanto espressione della parte umana della vita\, è riconosciuta come la più comunicativa sotto diversi punti di vista. \nIn questa conferenza\, perfettamente in linea con la mostra in corso Verdad Muda\, di Evita Andújar\, il relatore Armando Battelli si addentra nell’interessante aspetto che confronta lo stile dell’artista con la sua intenzione comunicativa. \nIn alcuni casi\, la figura è appositamente distorta nel senso estetico\, allo scopo di esprimere un sentimento di angoscia\, innamoramento\, sorpresa\, straniamento; altre volte\, la stessa viene manipolata per ragioni stilistiche.\nQuando Picasso costruisce un quadro\, non lo fa per sentimento\, a differenza del collega Munch\, ma per equilibrio formale\, che ha un significato all’interno dell’arte espressiva. In questo caso\, la figura stravolta non vuole esprimere un malessere o\, in generale\, un sentimento\, bensì vuole creare all’interno di uno stile il suo movimento stilistico\, vuole costruire l’immagine. Donatello\, Caravaggio\, lo stesso Renoir\, non stravolgono la figura per esprimersi\, al contrario esprimono il loro sentimento con una figura esposta in un certo tipo di modo: la figura stravolta non è solo tale in senso espressivo ma anche stilistico. \nVi aspettiamo giovedì 16 dicembre alle ore 18.00 per approfondire questa tematica attuale e stimolante\, circondati dalle opere di Evita Andújar. \nVisualizza video\n\n\n\n 
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SUMMARY:Suggestioni e nostalgie del Giappone nella pittura occidentale
DESCRIPTION:Venerdì 5 novembre\, alle ore 18:00\, presso la nostra galleria\, verrà presentata la conferenza Incontri in galleria del relatore Armando Battelli\, storico e perito d’arte\, dal titolo “Suggestioni e nostalgie  del Giappone nella pittura occidentale dal XIX secolo ad oggi”. \nVerrà approfondito il Japonisme\, ossia l’influenza che ha avuto l’arte giapponese sui grandi maestri occidentali\, in particolare sugli artisti francesi.\nQuesta passione per l’arte giapponese non avrebbe avuto luogo se le stampe giapponesi non fossero sopraggiunte in Olanda tramite la Compagnia delle Indie\, e poi diffuse in tutta Europa. Gli artisti europei che vennero influenzati dall’arte giapponese furono: Van Gogh\, Monet\, Manet\, Degas\, Renoir\, Pissarro\, Klimt\, Charles-Louis Houdard e moltri altri\, che scopriremo insieme. \nVisualizza il video\n\n\n\n 
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SUMMARY:“Verdad Muda” di Evita Andújar
DESCRIPTION:La Galleria Studio Rossetti accoglie la stagione espositiva invernale con l’inaugurazione di “Verdad Muda”\, la mostra personale dell’artista andalusa Evita Andújar\, a cura di Raffaella Salato. La mostra aprirà al pubblico giovedì 25 novembre e sarà visitabile fino al 9 gennaio 2022. \n“Una narrazione continua che procede per istantanee\, un racconto fatto di fermo-immagini (o\, come si usa dire oggi\, di “screenshot”) che si assemblano in un puzzle complesso\, variegato ed in continua evoluzione: questo è l’universo femminile di Evita Andújar\, protagonista indiscusso della poetica dell’artista andalusa\, la quale opera sempre in bilico – ma con sapiente padronanza dell’intenzione e del gesto – sul crinale che corre tra la figurazione e l’astrazione. \nLa mostra dal titolo ‘Verdad muda’ raccoglie una serie di dipinti del ciclo ‘Stolen Selfie’\, ispirati al paradosso della nostra società ipertecnologicizzata\, sovraesposta ad un flusso continuo di immagini ed informazioni che tuttavia\, spesso\, sono prive di reali contenuti. Le identità che i social network ci rimandano ossessivamente sono solo pallidi simulacri di una realtà che in pochi\, ormai\, si preoccupano di penetrare e conoscere: ecco dunque che l’Andújar stravolge e cancella queste individualità di superficie con lo scopo dichiarato di suscitare una riflessione alternativa\, di spostare il fuoco dall’apparenza alla sostanza. \nLe donne di Evita\, come ella stessa ha più volte spiegato\, sono nel contempo suoi alter-ego ed archetipi della femminilità contemporanea\, racchiudendo in sé da un lato il riflesso delle molteplici sfumature dell’artista\, dall’altro immagini paradigmatiche della Donna di oggi\, immersa in una realtà complessa\, inquieta\, rutilante\, che la costringe ad essere – parafrasando Pirandello – “una\, nessuna e centomila”\, in perenne dialettica con la mutevolezza dei rapporti umani e la fugacità dell’esistenza. \nQuesto senso di inafferrabilità e di provvisorietà\, dal quale nessuno di noi è immune\, si traduce sulle tele di Evita trasfigurandone evidentemente l’elemento protagonista\, lei\, la donna: pur essendo innegabilmente il centro della scena\, come accade nella tradizione del ritratto\, la figura femminile perde la propria identità\, che spesso si liquefà nel dominio della materia pittorica sull’immagine (come in ‘Stolen Selfie 69 o Brezza’)\, a volte si cela o si sottrae volutamente (ad esempio\, in ‘Stolen Selfie 45 o Nascondi ciò che non sei’)\, altre volte\, infine\, si sdoppia in riflessi parziali di sé che non restituiscono mai un identikit definito (‘Stolen Selfie 56 o Nel bianco di domani’).\nIl risultato finale\, agli occhi dell’osservatore\, è quello di un racconto sospeso\, cristallizzato in un frammento di presente che non dà risposte\, in cui la solitudine della donna – nei dipinti di Andújar non vi sono mai personaggi di contorno\, neppure sullo sfondo – diviene simbolo e personificazione dello straniamento del mondo di oggi. In questo senso\, viene quasi naturale il parallelo con le donne di Edward Hopper\, maestro del Realismo statunitense del XX secolo: è come se le tele di Evita\, che hanno un sapore quasi cinematografico\, di fotogrammi di un film girato in interni\, narrassero la nostra crisi personale\, la nostra intrinseca solitudine. Osservare i suoi quadri ha un effetto quasi catartico: è come guardarsi riflessi dentro uno specchio che ci mostra per come siamo\, offrendoci un’occasione per comprenderci meglio nella nostra condizione esistenziale. \nEppure\, nelle tele dell’artista c’è sempre un elemento di speranza\, una tensione tra lo spazio fisico\, il tempo e le emozioni\, una scintilla che ci induce ad interrogarci sul “cosa” e sul “perché”: l’accuratezza della resa di certi particolari nell’ambientazione (che rappresentano per lo più ambienti domestici borghesi)\, l’utilizzo mai casuale della luce e del colore (i blu intensi\, i rossi accesi\, il bianco baluginante)\, le pose o la gestualità delle figure che non appaiono mai passivamente statiche\, ma piuttosto percorse da un’irrequietezza sotterranea composta e controllata\, ci suggeriscono una storia che ancora deve essere scritta\, una chiave di lettura “altra” che affiora attraverso i diversi livelli interpretativi dell’opera\, una verdad muda che preme inesorabilmente per avere voce. “ \nRaffaella Salato\n\n\n\n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Inaugurazione dello Studio Rossetti Underground
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SUMMARY:“Noncestoria” di Gianni Ansaldi
DESCRIPTION:Il fotografo Gianni Ansaldi\, alle prese con la sua prima opera narrativa\, compone un romanzo dai tratti sperimentali nel quale si alterna\, al posto dei tradizionali capitoli\, una serrata sequenza di prologhi ed epiloghi.\nIl tempo è quello del sogno\, a spirale: passato e presente si intrecciano e si confondono. I due personaggi che animano la storia sono destinati a un incontro fatale.\nUno vive in tanti passati resi irreali dalla memoria\, l’altro in un presente reso irreale dalla chimica dei farmaci. Quando arrivano entrambi in un presente reale per uno dei due è la fine.\n\n\n\n 
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SUMMARY:Big in Japan
DESCRIPTION:Due giorni dedicati alla cultura giapponese in collaborazione con un’altra realtà della Piazza\, lo studio di progettazione architettonica Spazio Giustiniani. \nL’evento inizia giovedì 4 alle ore 17:00 con il workshop esperienziale di scrittura orientale\, tenuto dall’insegnante Rosanna Musumeci\, docente certificata a livello internazionale di Chue Style Feng Shui\, nonché progettista e designer degli spazi secondo il feng Shui. La scrittura orientale non è solo comunicazione\, è arte. Lo spazio della carta viene interpretato come fosse uno spazio fisico\, vanno calibrati i pieni e i vuoti\, in un perfetto equilibrio Zen. Ospitati dallo showroom di progettazione d’interni Spazio Giustiniani\, saranno a disposizione gli strumenti tradizionali del calligrafo: pennelli\, inchiostro di china e rosso cinabro. Partendo dal Vuoto della carta per comporre la propria personale opera. \nLa giornata prosegue alle 18:00 presso lo Studio Rossetti con la degustazione di tè giapponese di Peter’s Tea House\, lo store specializzato del centro storico di Genova dove si respira il fascino tradizionale della cultura orientale\, che si fonde con la contemporaneità. Un’esperienza di cultura e ospitalità\, un viaggio multisensoriale dove il senso del gusto e dell’olfatto insieme a quello della vista e dell’udito invitano a perdersi nell’affascinante piacere del tè. Il tutto immersi nell’atmosfera della mostra Hinomaru di Tom Porta. \nA seguire alle 18:30 presentazione dell’incontro Emozioni nell’arte – La comunicazione emotiva\, a cura del counselor Simone Rigalza. Le emozioni che proviamo e che ascoltiamo danno vita ad espressioni artistiche.\nE’ necessario e imprescindibile imparare a riconoscere e a cogliere egli stimoli che nascono dai nostri moti interiori: il nostro pensiero si genera e si evolve grazie alle emozioni che ci animano. Per esprimere nella maniera più efficace ed autentica il nostro lato creativo dovremmo imparare a farci guidare dalle emozioni. Emozioni nell’arte\, vogliono essere un punto di ritrovo all’interno di ognuno di noi. \nDalle 19:00 ci si riunisce per la musica in Piazza Giustiniani selezionata da Stemc\, per concludere in compagnia questa prima giornata di eventi dedicati al mondo nipponico. \nIl giorno seguente\, venerdì 5 novembre\, alle ore 18:00\, il ritrovo sarà presso la nostra galleria\, dove verrà presentata la conferenza Incontri in galleria del relatore Armando Battelli\, storico e perito d’arte\, dal titolo “Suggestioni e nostalgie  del Giappone nella pittura occidentale dal XIX secolo ad oggi”. Verrà approfondito il Japonisme\, ossia l’influenza che ha avuto l’arte giapponese sui grandi maestri occidentali\, in particolare sugli artisti francesi. Questa passione per l’arte giapponese non avrebbe avuto luogo se le stampe giapponesi non fossero sopraggiunte in Olanda tramite la Compagnia delle Indie\, e poi diffuse in tutta Europa. Gli artisti europei che vennero influenzati dall’arte giapponese furono: Van Gogh\, Monet\, Manet\, Degas\, Renoir\, Pissarro\, Klimt\, Charles-Louis Houdard e moltri altri\, che scopriremo insieme.\n\n\n\n 
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SUMMARY:“Hinomaru” di Tom Porta
DESCRIPTION:Nella mostra “Hinomaru”\, l’artista ci presenta 20 opere inedite e realizzate appositamente per accompagnare lo spettatore nella storia del Giappone del ‘900. \nLe figure di Tom Porta fanno riaffiorare un passato fatto di tradizione e di riti che non vuole raccontare la Storia ma dare risalto all’estetica che appartiene alla cultura giapponese.\nLe Geishe si allontanano dall’immaginario collettivo per diventare indossatrici di raffinati kimono.\nDonne eteree che sembrano uscire da una vecchia foto\, i cui bordi consumati non riescono ad inghiottirle.\nDiventiamo spettatori di un mondo sospeso che ci parla di valori e codici\, gli stessi in cui credevano i piloti rappresentati in Hinomaru dall’artista.\nFigure evanescenti il cui sguardo fiero nemmeno ci sfiora. In primo piano c’è il volto. La divisa\, quasi un incompiuto\, non ha importanza: sono uomini e poi soldati.\nGli aerei e le navi sembrano uscire dalla nebbia. Come fossero delle visioni che prendono forma dirigendosi verso Occidente.\nHinomaru è il disco solare sulla bandiera giapponese. Simbolo già utilizzato sulle  bandiere dei samurai\, il Sol Levante.\nHinomaru nella sua semplicità racchiude la filosofia di un popolo\, la sua eleganza sussurrata\, il suo rigore\, la sua memoria sempre presente ma mai invasiva: esattamente quello che riaffiora attraverso pennellate brevi e veloci che catturano la mente.\nHinomaru il sole\, da sempre identificato col divino e così\, l’arte diventa tramite tra l’uomo e il Cielo.
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SUMMARY:“Chromestesia” di Gianluca Patti
DESCRIPTION:La stagione espositiva della Galleria Studio Rossetti prosegue con la mostra intitolata “Chromesthesia” dell’artista Gianluca Patti\, per la prima volta in una personale a Genova. \nLa mostra verrà inaugurata il 17 giugno in concomitanza con l’apertura della Genova Design Week\, evento che avrà come fulcro Piazza dei Giustiniani\, dove ha sede della galleria. \nGianluca Patti\, artista eclettico e sensibile\, possiede l’innata capacità di creare un legame sinergico tra materia e colore\, in grado di coinvolgere lo spettatore all’interno delle sue opere. La sua conoscenza pratica degli elementi da costruzione e la sua abilità nel creare cromie equilibrate e intense lo porta a realizzare composizioni materiche\, visive e sonore di grande impatto. \nNella mostra Patti mette in scena il ciclo delle stagioni e interpreta\, in chiave artistica e personale\, le Sinfonie delle 4 Stagioni di Vivaldi. Le venti opere in mostra si prestano non solo ad essere osservate ma anche ascoltate e sembrano sprigionare note musicali provocando sensazioni e percezioni visive e uditive potenti.\nStudio Rossetti per questa occasione\, allestisce le stanze dello spazio Underground attraverso un percorso espositivo che permette di cogliere lo stretto legame tra musica e arte che porta lo spettatore a percepire i mutamenti delle stagioni e delle sensazioni che le contraddistinguono.\nLa mostra vuole essere un’esperienza immersiva\, consentendo alle emozioni più profonde di emergere e all’osservatore di immergersi in un abisso di colori compiendo un viaggio nell’inconscio e nella memoria.Le opere di Gianluca Patti possiedono una dimensione onirica\, sono dotate di un significato intrinseco\, interpretabile e unico a seconda di chi le osservi\, assumendo valori individuali e in grado di rivolgersi a ciascuno di noi\, con le nostre personali storie\, in nostri desideri e la nostra sensibilità.
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SUMMARY:Astrattismo e astrattismi. Origine e declinazione dell’arte non figurativa
DESCRIPTION:“L’arte oltrepassa i limiti nei quali\nil tempo vorrebbe comprimerla\,\ne indica il contenuto del futuro.”\nVasilij Kandinsky  \nScopriremo i padri fondatori e tutte le figure salienti dell’astrattismo\, il movimento le cui opere – pittoriche e non – esulano dalla rappresentazione decifrabile del mondo.\nUn linguaggio di forme\, colori e linee che creano composizioni indipendenti e senza alcun appiglio che possa ricondurre ad immagini note e conoscibili.\nUn viaggio nella negazione della realtà per esaltare il sentimento puro.13 maggio 2021 ore 18.00Visualizza il video\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:“Deep Down” di Silvio Porzionato
DESCRIPTION:La Galleria Studio Rossetti ospita\, per la prima volta a Genova\, Silvio Porzionato\, un artista discreto nella personalità ma con un’eco potente che viaggia per tutto il mondo. \nDi respiro e di fama internazionali\, dopo aver partecipato alle più celebri e influenti esibizioni\, e dopo aver tenuto mostre nelle città e nelle capitali più all’avanguardia\, approda nel capoluogo ligure. \nNella mostra “deep down”\, Porzionato presenta dipinti inediti appositamente studiati e per questa speciale occasione lo Studio Rossetti inaugura il nuovo spazio “I Sotterranei della Galleria”\, collocati al di sotto di essa\, con l’intento di restituirci una bellezza sino ad ora nascosta. \nLe antiche vestigia\, riportate alla luce nel rispetto dei disegni e delle eleganti architetture d’origine\, ora rinascono a nuova vita: fascino remoto e mistero si mescolano perfettamente custodendo le radici e i segreti del soprastante storico Palazzo Saluzzo. \nTutto qui ci parla di un passato che è stato memorabile e che lascia il testimone allo Studio Rossetti in un armonico dialogo tra ciò che è stato e ciò che sarà.\nQuando affrontiamo la discesa abbiamo il tempo di prepararci emotivamente\, come prima di un tuffo nel profondo\, per immergerci nell’atmosfera silenziosa\, raccolta e magica degli ambienti che ospitano la mostra.\nSilvio Porzionato ha voluto vestire le pareti con “abiti” fatti su misura e adatti ad un tale gioiello. Capitelli\, volte a crociera\, archi e pilastri creano incroci e percorsi magistrali e ci conducono verso le sue opere che sono dotate di un’istintiva forza magnetica e irradiano il buio circostante. \nDi un romanticismo “antico”\, lo spettacolo scenografico\, che si apre di fronte ai nostri occhi\, è un sipario che svela volti che raccontano intriganti storie\, ci sussurrano le loro emozioni e ne fanno scaturire altre\, intense\, dentro di noi.\nI personaggi descritti dall’artista ricordano la maestosità delle commedie greche\, la personalità degli attori di Aristofane\, nei colori e nell’energia delle forme e delle pose.\nDipinti con pennellate soavi ma vigorose come battiti d’ali di farfalla si appoggiano delicatamente sulla tela e volano nell’ambiente fino ad avvolgerci.\nI vibranti colori determinano la carica delle figure\, sono ironici ma drammatici al tempo stesso.\nIl risultato finale è una scossa alla nostra percezione visiva e alla nostra anima.\nSeppure intimi\, nella dimensione del ritratto\, i soggetti sono rappresentati con spontaneità\, in pose fugaci\, ma sono in grado di generare un’empatia tra noi e loro tale da farci pensare di averli già incontrati.\nCi parlano delle loro vite che sembrano intrecciarsi con le nostre.\nCi lasciano con il desiderio di ascoltare il racconto dei loro vissuti e delle loro esperienze.Nonostante quello di Porzionato sembri essere “realismo”\, dato dalla sua capacità di rendere i dettagli e di dipingere con abilità e maestria\, il suo gesto creativo deciso parte dalla rappresentazione di persone per poi perdere la dimensione fisica e antropocentrica e sfiorare mondi metafisici.\nI colori e le forme non sono solamente oggettivi\, bensì strumenti espressivi che hanno l’intento di rivolgere a noi dei moniti\, dei messaggi: non rimaniamo fermi e statici di fronte alla realtà ma viaggiamo e spaziamo facendoci trasportare in un’altra dimensione\, emotiva e spirituale\, in un ballo ad occhi chiusi.\nI dipinti di Porzionato sono da guardare nel silenzio dell’anima per calarsi nel loro mondo\, che sembra danzante\, e per scorgere le note sinfoniche che emergono dalle tele: un’euritmia infinitamente dolce  soggioga e lascia un ricordo ostinato\, anche dopo la visita.Ricordo che anziché svanire si fa invadente con una sinfonia di sensazioni.
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SUMMARY:Questo lo so fare anch’io! Vera arte\, provocazione\, gioco?
DESCRIPTION:Quante volte ti è capitato di pensarlo di fronte all’opera di un grande artista? \nVera arte\, provocazione\, gioco? \nViaggio di apprendimento e di possibile decifrazione di alcune espressioni d’arte moderna e contemporanea assieme allo storico e perito d’arte Armando Battelli.\nVedremo 18 artisti che hanno creato opere d’arte il cui risultato finale sembra essere di una banalità sconvolgente\, tra cui Cattelan\, Duchamp\, Malevich\, Gilbert & George\, Manzoni\, Ryman. \nMentre un tempo era immediatamente possibile riconoscere il valore artistico di un’opera d’arte per via del suo leggibile risultato estetico\, l’arte contemporanea spesso non fornisce i dati estetici che ci permettano di decifrare e interpretare l’opera finale con le nostre forze.\nTramite la conoscenza dell’artista e del suo legame con l’opera\, bisogna attrezzarsi e riuscire a comprendere le motivazioni che possono esser state a monte del risultato dell’opera d’arte tramite un percorso più difficile e meno immediato\, per capire se quello che abbiamo di fronte è un’opera d’arte perché lo dice il mercato o lo è per il suo reale apporto concettuale. \nAppuntamento giovedì 21 gennaio 2021 alle ore 18.00! \nVisualizza il video \n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Arte\, collezionismo e mercato
DESCRIPTION:Molteplici sono le figure che animano il mondo dell’arte. \nQuello che vogliamo intraprendere durante l’incontro è un percorso che evidenzia\, dall’antichità ad oggi\, il ruolo essenziale e diverso rivestito da ognuno di esse: dai collezionisti\, un tempo definiti amatori\, che chiedevano agli artisti di eseguire lavori sulla base delle proprie esigenze\, ecclesiastiche\, destinate alla pinacoteca o per piacer proprio\, fino alla speculazione tipica del mondo contemporaneo. \nDefiniremo il ruolo dei galleristi\, ben diverso dai mercanti\, analizzeremo la figura del courtier come pure le case d’aste e le responsabilità degli artisti stessi.\nDiversi i soggetti e ad ognuno una specifica funzione. Tutti insieme sono i personaggi trasparenti\, ufficiali o oscuri che frequentano e\, volontariamente o involontariamente\, manipolano questo mondo. \nL’incontro verrà trasmesso in diretta su tutte le nostre piattaforme social giovedì 26 novembre alle ore 18.00. In questo modo\, potremo interagire anche a distanza! Ci vediamo online! \nVisualizza il video \n\n\n\n 
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SUMMARY:Da Ambrogio Lorenzetti a Banksy. Immagini di vita sociale
DESCRIPTION:Da Ambrogio Lorenzetti a Banksy_Immagini di vita sociale. Arte civile dal XIV al XXI secolo.\nNuovo episodio di Armando Battelli per i nostri Incontri in galleria.\nL’ampia panoramica di questa rinnovata serata prevede il susseguirsi di opere di artisti che solitamente non trattano temi civili\, societari\, ma che decidono di abbandonare la tradizione incentrando alcuni periodi della loro arte alla rappresentazione di momenti di vita sociale.\nSi parte dal celebre Ambrogio Lorenzetti\, il primo nella storia dell’arte che nel 1337 si allontana dalle consuete raffigurazioni religiose per dedicarsi alla pittura civile\, fino a quel momento da lui mai considerata.\nFino ad arrivare ai nostri giorni\, con una nuova forma di parlare alle persone come quello che può essere considerato il realismo contemporaneo di Banksy. \nVi aspettiamo giovedì 22 ottobre alle ore 18.00 come sempre presso la Galleria Studio Rossetti\, in Via Chiabrera 33 R. \nVisualizza il video \n\n\n\n 
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SUMMARY:“Mindset” di Paolo Ceribelli
DESCRIPTION:In occasione di Start\, la notte bianca dell’arte contemporanea\, giovedì 8 ottobre la Galleria Studio Rossetti inaugura la mostra Mindset. \nIl limite è uno stato mentale: Paolo Ceribelli\, nella sua prima personale a Genova\, affronta e sfida bellicosamente il confine delle barriere imposte dalla mente umana.\nUn inno all’emancipazione dalla fissità della nostra condizione intellettuale. \nL’artista demolisce i confini che esistono tra la forma e il suo contenuto concettuale. Oggetti che rimandano ad un\nimmaginario ben preciso vengono scardinati dal loro significato convenzionale e le loro forme sfruttano le ombre che la tridimensionalità impone per slegare il colore da una comune interpretazione.\nDa ogni angolo si osservi l’opera\, le tonalità della tinta unita si rivelano in modo continuamente diverso e le oscurità avvolgono le geometrie assecondando le fonti di luce\, facendo sì che i colori vivaci delle tele scatenino sensazioni contrastanti e mai identiche. \nLa mostra Mindset è un invito a liberare il fanciullino pascoliano che risiede in ciascuno di noi\, ad osservare gli oggetti e il mondo ritrovando l’infantile capacità di meravigliarsi. \nUno stimolo a guardare e a studiare i nostri stati mentali\, a seguire l’intuizione che conduce naturalmente alla nostra personale verità. La libertà che ci permette di abbracciare le nostre passioni superando i nostri limiti.
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SUMMARY:Frammenti di un ricordo
DESCRIPTION:Il 26 giugno a Genova si terrà il grande evento collettivo FOCUS GENOVA\, premio assegnato nell’ambito di Arteam Cup 2019. \nSei artisti sono stati selezionati per altrettante personali in gallerie di Genova\, per un progetto condiviso e congiunto in città con un opening collettivo\, in cui ciascun artista vincitore realizzerà una personale in una delle gallerie genovesi aderenti al Focus: ABC Arte\, Guidi&Schoen Arte Contemporanea\, Prisma Studio\, Studio Rossetti\, Unimedia Modern Contemporary Art e VisionQuest 4rosso – Contemporary Photography.Giovedì 20 marzo 2020 alle ore 17.30 la Galleria Studio Rossetti è lieta di invitarvi all’inaugurazione della mostra Fabrizio Ferrari: Frammenti di un ricordo. \nFabrizio Ferrari. Nelle “assenze”… Un nuovo orizzonte \ndi Matteo Galbiati \n  \nFabrizio Ferrari è un artista che non accetta compromessi rispetto il proprio operare\, la sua ispirazione\, infatti\, alimenta la sorgente del proprio fare fagocitando\, spesso\, cicli di lavori precedenti. L’atto pittorico in lui conquista un’essenza in una costante e iterata\, sempre possibile e attivabile\, rigenerazione di quanto già fatto che\, destrutturato\, scolorito\, ridipinto\, distrutto o riassemblato\, accede ad una nuova natura\, riverberandosi nei confini di un’altrettanto nuova\, inedita\, opera. Il processo di azzeramento\, che riabilita il gesto corrosivo in uno generativo\, sposta l’assetto formale della sua pittura e del suo colore dalla manualità alla possibilità concreta di interagire diversamente con la struttura di un dipinto inteso non come fine dell’immagine\, ma come principio di osservazione e manipolazione di qualcosa di impensato prima.\nFerrari scruta il panorama del mondo e\, riportandolo poi nelle modulazioni infinite di un bianco e nero\, trasforma il quadro in altra memoria. Non gli interessa l’ammirazione vacua\, quanto cogliere la suscettibilità intima dell’altro; vuole costituire il dipinto come specifico luogo di transizione\, catalizzatore di un insieme di memorie che\, singolari nel vissuto di ciascuno di noi\, possano essere sempre ridestate e rese vive nell’immaginazione.\nLo sfumato languore della sua pittura ridisegna sempre i confini di un immaginario che non ha l’ossessione della propria autoconservazione indeterminata e infinita\, perché consapevolmente libero di esserci e proporsi altrimenti\, così come di concedersi la possibilità di esaudirsi in una diversa volontà che ne ritrova la bellezza in un’opera che dovrà o potrà ancora esserci. \nFerrari abbandona la gelosia del creatore\, la reverenza dell’intuito a favore della propria esternazione e\, intelligentemente\, avvia una speculazione fuori dagli schemi canonici. In un mondo ossessionato e soverchiato dalla ridondanza delle immagini\, queste opere annullano gli orizzonti del visibile del nostro tempo\, delle nostre memorie e delle nostre conoscenze per favorire attimi di pausa e rallentamento\, in cui il pensiero recupera il legame con una più lenta e silenziosa riflessione. \nIl suo amore e la sua cura assecondano una logica affettiva che\, pur seguendo le possibilità di un’attualità pittorica\, riportano ad un tempo\, ad una modalità di pensare al quadro di vecchia – diremmo romantica\, se non fosse un termine troppo equivoco – tradizione. Il quadro diventa specchio della nostra condizione mentale\, è sensibile\, capace di proporsi in una modalità di superamento\, quassi vera e propria espiazione\, del visibile che\, poco a poco\, scolora nell’assenza e\, in questa concessa sparizione\, la visione si apre a spazi senza confini. \nL’atto pittorico fa convergere sulla sua superficie l’esito di una repentina cancellazione che\, smarrendo l’identità del reale con un gesto di estinzione della verità tangibile e concreta\, trasferisce\, proprio in un peculiare e soffuso senso di assenza\, l’identità poetica e lirica di nuovi possibili soggetti. \nLa luce e l’ombra della pittura di Ferrari spezzano le abitudini e le convenzioni per rigenerare il vissuto\, i ricordi e le esperienze individuali attraverso quell’inafferrabile interiorità nascosta\, spesso inascoltata e inespressa\, che alberga nell’animo di ciascuno di noi. Un parte che riscopriamo viva e sempre capace di dare passione ed emozione\, avendo anche\, come interlocutore\, la complessità semplice di un quadro in bianco e nero.\n\n\n\n 
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SUMMARY:Ut pictura poesis. Il contributo dei letterati alla storia dell’arte pittorica
DESCRIPTION:Ut pictura poesis – recitava Orazio\, ovvero – Come nella pittura\, così nella poesia. \nDurante questo nuovo incontro presso la galleria Studio Rossetti\, Armando Battelli illustrerà il contributo che\, alcuni letterati tra i più illustri di tutti i tempi\, hanno donato alla storia dell’arte pittorica.\nAccompagnati dalla proiezione delle loro opere\, scopriremo i talenti artistici nascosti dietro le personalità più rilevanti della letteratura nazionale e internazionale: Pirandello\, Herman Hesse\, Victor Hugo… ma anche Aldolf Hitler e Winston Churchill. \nVi aspettiamo alle ore 18.00 in Via Chiabrera 33 R\, Piazza Giustiniani.\n\n\n\n 
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SUMMARY:Le donne dell’arte. Conformismo e originalità nella pittura dal XVI al XXI secolo
DESCRIPTION:Le donne dell’arte Conformismo e originalità nella pittura dal XVI al XXI secolo.\nDurante l’incontro il relatore Armando Battelli ci avvicinerà al mondo dell’arte raccontandone il punto di vista femminile\, con un’ampia panoramica di 30 tra le più importanti personalità vissute tra il 1500 e gli anni 2000.\nOgnuna di queste donne ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte per mezzo di uno stile unico o della personale concezione e intrepretazione della vita:\nalcune più convenzionali\, decidono di abbracciare la pittura del momento assorbendo in chiave propria i canoni già esistenti; altre estremamente d’avanguardia\, scardinano e ribaltano le concezioni artistiche del loro periodo. \nLe scopriremo insieme alle ore 18.00 presso la galleria d’arte contemporanea Studio Rossetti.\n\n\n\n 
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SUMMARY:Attualità o inattualità? Fare arte figurativa nel XXI secolo
DESCRIPTION:Fare arte figurativa nel XXI secolo: è possibile fare arte figurativa in un secolo in cui la stessa è stata azzerata\, con tendenze al minimalismo e l’arte concettuale che hanno modificato il modo di concepire l’arte? \nQuesto tipo di prodotto ha una sua attualità o è troppo legata al passato? \nLo scopriremo insieme al nostro relatore Armando Battelli giovedì 12 dicembre alle ore 17.30 presso la galleria d’arte contemporanea Studio Rossetti.\nNel contempo è possibile visitare la mostra in corso Delicate fragilità di Evita Andújar e Ilaria Gasparroni\, un dialogo sinergico tra pittura e scultura a cura di Livia Savorelli.\n\n\n\n 
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SUMMARY:Nuovo spazio espositivo
DESCRIPTION:La Galleria Studio Rossetti raddoppia! \nSiamo lieti di annunciare l’apertura di un nuovo piccolo spazio espositivo\, che presto diventerà ancora più grande. \nIl nostro sogno di rendere questa porzione del centro storico di Genova un punto di riferimento artistico e culturale sta diventando sempre più reale. Questo nuovo spazio si trova infatti nei vicoli genovesi a pochi passi dalla galleria\, nella nostra piazza di riferimento: Piazza dei Giustiniani.\nUna vetrina animata da artisti e collaborazioni\, dove sarà possibile ammirare diverse espressioni artistiche da tutta Italia e non solo. Un ambiente che ispira e consiglia. Un luogo dove l’immaginazione prende forma e diventa realtà: abbiamo scelto di arredarlo proprio come fosse la sala di una casa qualsiasi\,  dove i passanti possono immergersi nell’immagine di un luogo dove l’arte fa da padrona e portarsi a casa questa sensazione. \nVi aspettiamo per mostrarvi il nuovo spazio in Via dei Giustiniani 23!\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Emozioni nell’arte
DESCRIPTION:Le emozioni che proviamo e che ascoltiamo danno vita ad espressioni artistiche. \nE’ necessario e imprescindibile imparare a riconoscere e a cogliere egli stimoli che nascono dai nostri moti interiori: il nostro pensiero si genera e si evolve grazie alle emozioni che ci animano. \nPer esprimere nella maniera più efficace ed autentica il nostro lato da artisti dovremmo imparare a farci guidare dalle emozioni.\nIl nostro profilo di artisti emerge in diversi momenti della vita quotidiana\, in campo lavorativo\, nella sfera affettiva e relazionale\, e si libera quando siamo in grado di imparare a comprendere e a gestire le nostre emozioni. \nEmozioni nell’arte\, guidate dal relatore Simone Rigalza\, vogliono essere un punto di ritrovo all’interno di ognuno di noi. Stay tuned!\n\n\n\n 
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SUMMARY:Design Week 2019
DESCRIPTION:Design Week è il primo evento pubblico ideato da DiDe\, evento che si svolgerà in “Piazza Giustiniani e dintorni” dal 22 al 30 di Novembre. \nIn 15 diverse postazioni verranno esposti 32 oggetti di design selezionati tra i molti ricevuti in risposta alla “Call” lanciata a settembre e patrocinata dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti di Genova che ci hanno supportato nella divulgazione dell’iniziativa insieme al Dipartimento Architettura e Design (DAD) cui è stato riservato uno spazio espositivo in Piazza Giustiniani per una “collettiva” dei lavori proposti dagli studenti. La Design Week avrà un’anteprima mercoledì 21 novembre con una cerimonia di presentazione dell’iniziativa alle ore 17:30\, nell’atrio di Palazzo Saluzzo Granello in via Chiabrera 7 (Piazza dei Giustiniani). Seguirà l’inaugurazione aperta a tutta la cittadinanza che ci auguriamo partecipi numerosa a supporto di un’iniziativa che vuole essere l’ennesima dimostrazione della capacità di reazione della nostra amata città. \nDiDe_Distretto del Design è un’associazione nata per iniziativa di imprese\, professionisti e singoli cittadini che vivono\, lavorano o semplicemente gravitano nell’area attorno a Piazza Giustiniani\, a un passo dalla Cattedrale di San Lorenzo.\nL’Associazione Culturale DiDe – Distretto del Design A.P.S. ha come finalità la nascita di un distretto\, all’interno della città storica dove il design sia protagonista di una contaminazione territoriale di creatività\, sviluppo economico e produttivo.\nAdottando anche micro-interventi urbani l’Associazione persegue lo scopo di attuare: \n\nla rigenerazione di un territorio degradato partendo dall’eredità culturale di un patrimonio edilizio riconosciuto a livello mondiale ed arricchito da quella componente umana e creativa\, imprescindibile punto di partenza nel design\nla ricerca\, la promozione\, la diffusione e la valorizzazione del design e di tutte le forme di creatività nel senso più ampio del termine quale strumento per favorire un interscambio tra culture e forme d’arte differenti\nfar emergere il ruolo positivo del design sui processi di rigenerazione urbana partendo del centro storico con la possibile espansione sul territorio\ndi perseguire lo scopo ambizioso di mettere a sistema diverse realtà: creatività\, cultura e industria.\n\nDiDe è nato grazie a: \nFerdinando Bonora (storico)\nCAD / Ettore Piras – Loredana Trestin\nFirma / Bruna Arena – Beppe Veruggio – Pasquale Violi\nSidoti Fashion concept store / Carmen Sidoti\nSpazio Giustiniani / Iris Keci – Gianluigi Rossi – Matteo Rossi\nSpazio Liquido / Laura Palazzini – Monica Palazzini – Miria Uras\nStudio Rossetti Arte e Architettura / Elisabetta Rossetti\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:“Delicate Fragilità” di Evita Andújar e Ilaria Gasparroni
DESCRIPTION:La galleria Studio Rossetti prosegue la sua stagione espositiva autunnale con la mostra Delicate fragilità. Essa è concepita come un dialogo site-specific\, individuato dalla curatrice Livia Savorelli\, tra due artiste di diversa generazione\, provenienza e formazione – Evita Andújar (Écija\, Spagna\, 1974) e Ilaria Gasparroni (Sant’Omero\, provincia di Teramo\, 1989) – unite da un comune sentire intorno al mondo femminile\, declinato attraverso una pittura istintuale\, dall’acceso cromatismo e dinamismo nell’opera della Andújar e sviscerato in poetica essenza formale nelle creazioni in marmo della Gasparroni.\nUn dialogo mosso da assonanze e dissonanze\, esplicitato sia nelle forme sia nei colori – bianchi e neri plasmati nella forma dalla giovane scultrice abruzzese o distesi e poi attraversati dalla pennellata fluida della Andújar – sia nella differente fonte di ispirazione del soggetto ritratto e\, anche\, nella diversa percezione del corpo e dello spazio.Bidimensionalità e tridimensionalità convivono e si integrano per rappresentare le molteplici sfaccettature di una figurazione che preleva le proprie forme dal femminile per  esplicitare tematiche universali\, attingendo dal passato come dalla più stringente attualità\, da letteratura e filosofia quanto dal mondo dei social network\, dal bagaglio di vita personale così come dal più intimo universo interiore.\nLa mostra focalizza il suo nucleo centrale nel reciproco dialogo di otto opere\, quattro per ciascuna\, in cui le due artiste si interrogano su alcune comuni fragilità connesse alla socialità di ognuno di noi\, al nostro “stare nel mondo”\, che così frequentemente è conseguenza del proprio modo di definirsi come singolo. Completa la bipersonale una selezione di opere recenti\, tra cui alcuni inediti creati per questa occasione dalle due artiste. \nCosì l’essere sottoposti all’arbitrario giudizio altrui\, la cecità come metafora dell’impotenza di “guardare oltre”  – sempre più frequente in un mondo quanto mai pervaso da una costante insicurezza ed un’instabilità generalizzata senza precedenti –\, l’ambivalenza bene/male\, il rifugio nel sonno come necessità di evasione e rinfrancamento\, prendono forma per rappresentare\, attraverso la gestualità di una mano quanto nell’occultamento di un volto\, le delicate fragilità così intimamente insite al nostro essere Uomini.\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:L’opera è lo specchio dell’artista?
DESCRIPTION:Giovedì 31 ottobre tornano gli incontri in galleria\, momenti di dialogo creativo guidati dal relatore Armando Battelli. \nL’argomento in discussione è la possibile leggibilità del carattere e della personalità dell’autore\, l’esistenza di una reale connessione tra la psicologia dell’artista e le sue rappresentazioni.\nSiamo avvezzi a rivedere nelle opere le inclinazioni\, i lati nascosti\, le vicissitudini e le sfumature caratteriali di coloro che le hanno realizzate.\nMa è davvero così o siamo noi che vogliamo vederle? \nVia aspettiamo in galleria alle ore 18.00 per confrontarci analizzando gli artisti più importanti degli ultimi tempi.\n\n\n\n 
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SUMMARY:“Antropia: la luce che resta” di Andrea Savazzi
DESCRIPTION:La galleria Studio Rossetti inizia la sua stagione espositiva autunnale con “ANTROPIA _ la luce che resta” la mostra personale di Andrea Savazzi con inaugurazione giovedì 10 ottobre dalle ore 18:00 presso la sede di Via Chiabrera 33r\, a Genova. \nLa mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 10 novembre 2019 e si compone di più di quindici opere del nuovo ciclo artistico dell’artista in cui sono rappresentate le più significanti tematiche di una contemporaneità figlia delle generazioni passate. \nI protagonisti della mostra appartengono all’epoca industriale\, giganti di ferro e di cemento che ora giacciono immobili\, vuoti e silenziosi.\nAmbienti emblema dell’ azione umana\, tracce ingombranti e decadenti di una illusione definita progresso.\nRendendoli soggetti delle sue opere\, Andrea Savazzi intende dare loro un’altra occasione\, un nuovo scopo di vita.\nNonostante la mancanza di presenze\, dalle tele trasuda un’umanità intensa con il potere di esorcizzare la malinconia dell’abbandono nella riscoperta di uno spazio che diventa intimo e conosciuto.\nLe impronte del passato amplificano il valore di questi luoghi\, valore che viene restituito\, dall’artista\, tramite un’immagine volutamente sfocata per permetterne l’interpretazione.La nebulosità delle forme consente all’osservatore di ricomporre lui stesso l’immagine completa: una messa a fuoco aperta all’immaginazione e chiusa alla censura. \nDal mondo industriale di Andrea Savazzi traspare l’intima essenza della vita dell’uomo: \nspazio evocatore di sentimenti\, dove la luce diventa il punto di congiunzione tra passato e presente\, appagamento e disappunto\, realtà e apparenza. \nEcco nascere l’esortazione all’apertura\, alla fantasia e all’ accettazione. \nIl vero nella sua complessità esplode in un’entropia che si fa positiva\, emana sempre nuove informazioni e comunica nuova luce.\n\n\n\n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:GrandArt: modern and contemporary fine art fair
DESCRIPTION:Da venerdì 4 a domenica 6 Ottobre 2019 la galleria d’arte contemporanea Studio Rossetti sarà presente alla terza edizione di Grand Art\, la fiera del mercato dell’arte dedicata alle opere di pittura\, scultura e arti applicate moderne e contemporanee. \nGli spazi del The Mall\, sito nel cuore di Porta Nuova a Milano\, accoglieranno per l’occasione oltre 50 gallerie italiane e internazionali. Una serie di eventi collaterali\, talk e e workshop faranno da cornice alla fiera rendendo omaggio a numerosi grandi artisti.\nStudio Rossetti si troverà allo Stand 11B con tre dei suoi artisti di punta: Evita Andújar\, Michela Cristosomi e Tom Porta.\nObiettivo della fiera: far emergere la qualità e i tradizionali valori della pittura delle opere in chiave contemporanea\, specialmente per quanto concerne l’ambito figurativo.\nL’inaugurazione di GrandArt è in programma giovedì 3 ottobre alle 18.00.La fiera è aperta al pubblico da venerdì 4 a domenica 6 ottobre in orario 11.00-20.00.Per conoscere i numerosi eventi programma: https://www.grandart.it/programma/ \nPer ulteriori informazioni consultare il sito di GrandArt.\n\n\n\n 
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SUMMARY:L’uso del corpo nell’arte moderna e contemporanea
DESCRIPTION:Siamo tra gli anni ’70 e ‘80\, periodo in cui esplode il concetto del corpo come espressione d’arte\, la body art. \nNella body art il corpo è il protagonista assoluto della performance artistica\, considerato soggetto e oggetto\, fine e mezzo dell’espressione e del linguaggio: le sfumature di questo movimento hanno dato vita a numerose e diverse interpretazioni artistiche della corporeità come valore artistico. \nManzoni firma le sue modelle\, innalzando così il corpo stesso ad espressione artistica senza necessità di intervento e modifica. Il corpo costituisce l’opera e il fine artistico.Gilbert & George\, con le loro “sculture viventi”\, sostengono che l’artista debba entrare in campo personalmente e fanno di loro stessi il centro delle loro opere\, presentandosi in diverse occasioni con volti e mani dipinti di oro per sdoganare le paure e le ossessioni dell’essere umano.\nMarina Abramović sfida le capacità del suo stesso corpo e di ciò che è in grado di trasmettere\, esasperandone i limiti per comprenderlo. Durante le performance lo usa per incarnare ed esprimere il dolore\, lo mette a rischio: le sue mostre sono percorsi da vivere assieme a lei. \nIl corpo si fa mezzo per diventare opera ma non è l’opera stessa. \nUn viaggio insieme\, tra immagini e parole\, su come lo scenario della body art sia fondamentale nella considerazione del corpo come fine o mezzo del linguaggio artistico. \nQuesto secondo appuntamento di Incontri in galleria avrà inizio alle 18.00 nella splendida cornice dell’atrio di Palazzo Saluzzo\, attiguo alla galleria\, e si concluderà con un brindisi.\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Questo titolo è un falso
DESCRIPTION:Cosa provi quando scopri che il quadro di Modigliani che hai appena intensamente apprezzato si tratta in realtà di un falso? \nPuò la firma dell’autore rendere un’opera d’arte il veicolo delle emozioni? \nLa percezione dell’arte contemporanea è mutata\, e valore artistico e valore di mercato non sempre coincidono. Artisti come Boetti\, Schifano\, Lodola\, hanno spesso delegato l’esecuzione dei loro lavori artistici ad altre mani\, avvalendosi del principio di necessità: la necessità non conosce leggi ma diventa essa stessa legge.\nCosì come una copia diventa essa stessa autentica nel momento in cui viene dichiarata tale; è in grado di trasmettere emozioni come l’opera originale e nel contemporaneo avere anche più valore. Interessante capire cosa susciti nello spettatore la concezione di falso\, copia o originale\, come pure osservare una scultura che d’impatto non trasmette nulla\, per dargli poi un altro valore nel momento in cui si scopre essere stata realizzata da un artista noto e riconosciuta dal mercato dell’arte.\nIl relatore Armando Battelli\, consulente e perito d’arte\, ci accompagna in un viaggio nel mondo delle percezioni per riflettere sul concetto di autentico\, in un dibattito aperto su cosa sia realmente rilevante: l’emozione o l’autografo? \nStudio Rossetti è una galleria d’arte che vuole essere non solo spazio espositivo ma anche luogo di dialogo creativo. Giovedì 27 giugno e giovedì 11 luglio verranno presentati in galleria i primi due incontri di una serie che si propone di parlare di arte: la galleria d’arte ritorna al suo ruolo di punto di riferimento e di ascolto dove ognuno può dare voce alle proprie idee. \nL’incontro avrà inizio alle 18.00 nell’atrio di Palazzo Saluzzo\, attiguo alla galleria\, e si concluderà con un brindisi.\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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