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SUMMARY:“L'arte di legare le persone” di Paolo Milone – Einaudi Editore
DESCRIPTION:“L’arte di legare le persone” (Einaudi Editore) è un libro che si fa fatica a definire ed ogni definizione resta incompleta. \nQuante volte parliamo dei medici come di eroi\, martiri\, vittime… In verità\, fuor di retorica\, uomini e donne esposti al male. Appassionati e fragili\, fallibili\, mortali. Paolo Milone ha lavorato per quarant’anni in Psichiatria d’urgenza\, e ci racconta esattamente questo. Nudo e pungente\, senza farsi sconti. Con una musica tutta sua ci catapulta dentro il Reparto 77\, dove il mistero della malattia mentale convive con la quotidianità umanissima di chi\, a fine turno\, deve togliersi il camice e ricordarsi di comprare il latte.\nA un anno dalla sua uscita\, mercoledì 2 marzo alle ore 18.00\, The Meltin Pop e la galleria Rossetti Arte Contemporanea organizzano un incontro con l’autore Paolo Milone\, che dialogherà con i suoi lettori\, accompagnato dallo scrittore e psicoterapeuta Bruno Morchio. Letture di Lucia Caponetto. \nL’incontro si svolgerà presso la Rossetti Arte Contemporanea\nin via Chiabrera 33r Genova. \nLocandina\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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SUMMARY:Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca
DESCRIPTION:In occasione della mostra Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi\, a Palazzo Ducale a Genova\, la Galleria Studio Rossetti presenta il volume Monica Gorini. Synthèse visuelle. Scomporre in frame l’attimo. Il diario di una ricerca\, edito Vanilla Edizioni\, un diario-ricerca che l’artista Monica Gorini ha realizzato a seguito di un viaggio “geografico ed artistico fatto di colori\, di natura\, di pensiero e di poesia\, con le ninfee negli occhi\, la pittura di Monet nel cuore e il desiderio di colore nella testa”.\nLa presentazione si terrà sabato 12 marzo alle ore 17.30\, alla presenza dell’editore\, dell’autrice e di Lorella Giudici\, autrice della prefazione.“A settantaquattro anni Claude Monet iniziava il suo ultimo e monumentale progetto: i pannelli per l’Orangérie. Su dodici tele dalle dimensioni maestose e per più di dieci anni\, Monet ha lavorato a quello che possiamo definire il suo testamento artistico e spirituale: le Ninfee. Nel suo giardino di Giverny\, dove ogni centimetro di terra\, d’acqua e di prato è stato appositamente costruito per soddisfare la sua pittura\, l’artista ha realizzato il suo sogno: la fusione totale di arte\, colore\, natura e infinito.\nIl racconto di Monica Gorini ha inizio proprio dai luoghi vissuti da Monet: da Etretat\, Honfleur\, Le Havre e\, ovviamente\, Giverny. Per due anni Monica ha idealmente dialogato con il Maestro in un lungo viaggio\, geografico botanico ed artistico\, ricco di emozioni\, di immagini\, di ricerche e di scoperte che ha racchiuso tra le pagine di questo diario\, in una narrazione coinvolgente\, fresca\, immediata\, ricca di riferimenti culturali e umani.\nCon le ninfee negli occhi\, la pittura di Monet nel cuore e il desiderio di colore nella testa\, Monica ha poi cercato la propria dimensione artistica traducendo le “impressioni” in un linguaggio concettuale. L’obiettivo\, quindi\, non è rifare Monet\, dipingere i fiori o il paesaggio di Giverny\, bensì trovare\, attraverso i luoghi della sua pittura\, il “segreto del colore” e trasformarlo in una sorta di legge empirica\, in un personale sistema cifrato che racchiude la natura\, l’anima e la psiche”.\n(Lorella Giudici)\nMonica Gorini (1967) è un’artista che vive e lavora tra Milano e il Lago d’Orta. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, con docenti eccellenti come Elena Pontiggia e Paolo Minoli\, ha da sempre affiancato all’attività artistica la formazione in ambito pedagogico didattico collaborando con l’Università Bicocca di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Sensibilmente legata al mondo della natura e dei diritti è alla ricerca di un’estetica che stimoli riflessioni attuali ed intime\, finalizzate allo sviluppo di una coscienza sociale e di una nuova ecologia spirituale del mondo. \nLorella Giudici (1965) è professore di storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Dopo una laurea in Lettere Moderne con indirizzo storico-artistico all’Università Statale di Milano e una in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera\, cura mostre e si occupa dell’arte tra Ottocento e Novecento\, con particolare interesse al periodo tra le due guerre. Scrive per il TGCOM e per riviste del settore. È membro del comitato scientifico della Fondazione Remo Bianco\, della Fondazione Sangregorio e dell’Archivio Dadamaino. È stata direttrice del Museo del Paesaggio di Verbania.\n\n\n\n 
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SUMMARY:“Altro non posso fare che germogliare e fiorire” di Davide Puma
DESCRIPTION:Davide Puma\, originario della Liguria e affezionato ai colori\, ai profumi e alle luci di questa terra\, dopo aver esposto i suoi dipinti in tutta Europa\, torna alle origini e con il suo arrivo a Genova porta la primavera con la mostra “Altro non posso fare che germogliare e fiorire”.\nLe opere realizzate per la mostra sono ipnotizzanti\, un invito ad immergerci dentro di esse\, per trovarci e stupirci di fronte a spettacoli naturali\, in una natura cullante e florida.\nI meravigliosi giardini di Davide Puma si aprono come porte verso mondi fantastici e si trasformano in portali verso una pace confortante.\nA guidare la realizzazione della mostra di Davide Puma è\, infatti\, la natura\, con la quale egli possiede un rapporto intimo e radicato. Essa contiene\, in tutte le sue forme vitali\, nel suo linguaggio e nelle sue componenti\, quello che per l’artista rappresenta il senso dell’universo.\nL’immaginario artistico di Puma descrive la natura trascendendo dalla sua dimensione fisica\, le atmosfere che suggerisce oscillano tra il fiabesco e l’onirico. ​​La delicatezza e la leggerezza che attraversano le tele di Davide Puma conducono ad una riflessione sulla natura e sulle leggi superiori che la determinano e permettono ad ogni elemento che fa parte di essa di muoversi e di mutare.\nLa vegetazione è descritta con precisione\, conoscenza ed estrema consapevolezza ma diventa iconica perdendo il riferimento con il reale e con la sua materialità.\nL’artista sarà presente il giorno dell’inaugurazione.\n\n\n\n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n 
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