I consigli della galleria Rossetti: le mostre d’arte a luglio e un libro sul mondo dell’arte.
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le Mostre d’arte A luglio consigliate dalla galleria rossetti
Genova – Museo d’Arte Orientale E. Chiossone
Muse ed Eroine. La donna nell’arte giapponese tra ‘600 e ‘800

Una mostra temporanea che presenta un focus sulla donna giapponese, oltre gli stereotipi della geisha, raccontando i veri e molteplici ruoli delle figure femminili attraverso le opere della Collezione Chiossone.
Le donne come Eroine, figure femminili che hanno eccelso, in un paese dominato dagli uomini, nelle loro arti. Prima fra tutte la straordinaria Katsushika Oi figlia del più famoso artista giapponese, Hokusai, e sua brillante allieva. Oltre a quella di Oi, verranno narrate le storie di scrittrici, poetesse e addirittura guerriere, che si distinsero per il loro talento, ancora oggi fonte d’ispirazione per le future generazioni. Sono in realtà muse ed eroine anche le donne comuni, lavoratrici ritratte nei loro mestieri o madri che si prendono cura dei figli, che troviamo nelle stampe e nei dipinti ukiyoe offrendoci uno scorcio sulla vita quotidiana e sugli usi ed i costumi femminili dell’epoca.
Fino al 16 novembre 2025
Roma – Fondazione Memmo
Anthea Hamilton. Soft You

La pratica di Hamilton pone in dialogo installazione, scultura, film e performance per rielaborare contenuti visivi appartenenti alla cultura dominante, indagata attraverso una lente soggettiva che suggerisce uno spostamento della percezione. Con installazioni immersive e ambienti, l’artista presenta una realtà in cui i ruoli di genere, la sessualità, la vita domestica e le diverse tradizioni culturali vengono esplorate come nozioni fluide e in continua evoluzione.
Soft You, il cui titolo è preso in prestito dall’ultimo monologo di Otello in Shakespeare, ridefinisce tre punti cardine della ricerca di Hamilton: il protagonista shakespeariano, la città di Roma e la pratica stessa dell’artista.
Fino al 2 novembre 2025
Bilbao – Guggenheim Museum
Barbara Kruger: Another day. Another night.

Il Guggenheim Museum di Bilbao presenta la prima mostra completa in Spagna dell’artista americana Barbara Kruger, il cui lavoro audace e stimolante ha affascinato il pubblico per oltre cinque decenni. Questa ampia mostra esplora il modo in cui la Kruger sfrutta il potere delle parole e delle immagini per mettere in discussione le strutture che danno forma alla nostra vita quotidiana: identità, desiderio, verità e controllo.
Come dice l’autrice, “il linguaggio è una forza potente e ci definisce”. In un’epoca in cui l’informazione è costante e la verità sembra sempre più instabile, il lavoro della Kruger ci incoraggia a rallentare, a leggere attentamente e a pensare profondamente. Con arguzia, urgenza e precisione visiva, l’artista ci ricorda che le immagini parlano e che anche noi dobbiamo farlo.
Fino all’11 settembre 2025
Berlino
13th Berlin Biennale

La Biennale d’Arte Contemporanea di Berlino, fondata nel 1996, è diventata uno dei più importanti forum internazionali per l’arte contemporanea. Ogni edizione riunisce le posizioni attuali più influenti di artisti, teorici e professionisti di diversi settori in una delle città culturalmente più avanzate d’Europa.
Esplora gli sviluppi artistici internazionali del presente che rendono tangibile il non visto e il non conosciuto. Ogni edizione riunisce artisti, teorici e pubblico interessato provenienti da diverse aree della società, aprendo un dialogo con gli abitanti della città.
Fino al 14 settembre 2025
Il libro consigliato
Le rovine di Parigi
Sebastian Smee
Rizzoli

Il critico d’arte premio Pulitzer Sebastian Smee rivela come, a fare da sfondo alla nascita del movimento impressionista, non fu un mondo di placidi giardini ed eleganti ninfee, ma furono proprio quei giorni tumultuosi. Con una prosa coinvolgente e ricca di aneddoti, Smee racconta i mesi drammatici del 1870-71 attraverso gli occhi dei protagonisti dell’Impressionismo: Manet, Morisot e Degas, intrappolati a Parigi durante l’assedio; Renoir e Bazille, arruolati nei reggimenti fuori dalla capitale; Monet e Pissarro, fuggiti dal Paese appena in tempo. E ancora Hugo, Gambetta, Baudelaire, Nadar, Zola – figure che intrecciano politica, arte, letteratura e giornalismo nel panorama intellettuale densissimo di una città in trasformazione -, tra salotti borghesi e barricate, palloni aerostatici e opere d’arte imballate per fuggire dal Louvre.
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