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Julian T. - Rossetti Arte Contemporanea

OUT OF CONTROL la mostra personale di Julian T

Testo critico della mostra personale di Julian T a cura di Annalisa Ramos

Artista in mostra: Julian T

Julian T ci pone a confronto con l’essenza di un attimo: un impatto, l’incontrollabile. Ogni Impact è istantaneo, ma custodisce il tempo. La fotografia di un momento, che si fa eterno. La cornice nera astrae questa grande macchia, permettendo di spingere la propria sensibilità al di là del mondo della figurazione, per lasciare campo alla percezione.


La ricerca dell’artista principia dalla meravigliosa semplicità di un piccola goccia che cade e si schianta su un foglio, inaspettatamente, in un breve istante. Julian T rimane affascinato dall’indomabilità di un gesto così lineare, lo esaspera a tutto campo e cristallizza per sempre l’ingovernabile. Il risultato è una pittura che non ha bisogno di esprimersi con una forma, perché strettamente legata all’essere e al vivere. Impact lascia al caso il suo manifestarsi, è fuori controllo. La casualità è un elemento molto affascinante, non possedere il controllo implica soffermarsi ad osservare cosa genera l’imprevedibile. Tutte le forme sono metafora di uno stato d’animo che attraverso la forma stessa si identificano. Kandinsky parla di “spiritualità dell’arte”, il vedere la forma oltre la sua stessa forma.

Un artista deve “toccare le corde interne dell’anima, poiché il suo compito non è quello di dominare la forma, bensì quello di adattare tale forma al contenuto”.

L’arte visiva accentua una lettura dell’opera soggettiva, l’attribuzione dei propri sentimenti ad un oggetto o ad una persona è un processo inconscio: la macchia di Julian T si fa buco nero, profondo, risucchia e tira via con sé; oppure forza esplosiva, massa che fuoriesce, invade e irrompe nella stanza.

La sequenza gesto – impatto – traccia racchiude un’idea di tempo non lineare, fatta di attese, esplosioni e sedimentazioni.

Nel progetto Impact il processo di esecuzione è molto importante, dalla scelta degli strumenti per la creazione del momento, al colore, fino ad arrivare alla cura del lancio. Nonostante la fascinazione per la macchia derivi proprio dalla sua natura intrinseca di essere un risultato incontrollabile, la realizzazione di ogni Impact, per l’artista, è diventata un rituale, lento e studiato, fatto di ampolle di pregio che si schiantano e si rompono in mille preziosi pezzi, volutamente lasciati sulla tela. Queste stesse sfere in vetro pirex, nonostante siano destinate a distruggersi, sono cariche di significato, forgiate una ad una, a mano e fiamma, da artigiani savonesi e scelte accuratamente dall’artista affinché abbiano le giuste rotondità ed aperture.

Da qui, il bisogno di portare l’opera a livello performativo: il desiderio di condividere questa esperienza davanti alle persone, creando un pathos e un’interazione fuori controllo, che ha come obiettivi quello di emozionare, provocare, sollevare il dialogo e sollecitare mutevoli ispirazioni. Nel 2007 un curatore si innamorò del progetto e Julian T ebbe la grande occasione di mostrare al mondo la sua creatura: Impact venne lanciato da un dirigibile durante la Biennale di Venezia. L’artista e il suo team riuscirono nell’impresa, mostrando quanto possa essere potente questo gesto.

La serie Alchimia

Le opere presenti in mostra fanno parte dell’espressione culminante della serie Alchimia. L’Impact realizzato su foglia d’oro e d’argento è, infatti, il ciclo di chiusura di una sequenza ispirata dal “Trattato sull’arte dell’alchimia” di Tommaso d’Aquino, con particolare attenzione rivolta all’evoluzione della materia come metafora della costruzione del sé. La progressione degli Impact di questa serie cominciò con il solo uso del bianco e del nero, per la pura esigenza di dare vita al massimo contrasto tra la macchia ed il fondo. Proseguì con il bisogno di esplorare il colore, ognuno rappresentava uno stadio evolutivo, partendo dai toni più freddi, fino a toccare le tinte più calde.

A questa scala in crescendo, Julian T aggiunse infine l’oro e l’argento, poiché massima espressione di questa ricerca alchemica legata alla trasformazione di un materiale povero in uno nobile. Lavorare e plasmare le interazioni tra la materia racchiude in sé un’indagine più profonda, quella della crescita personale. Impact Gold ed Impact Silver sono la materializzazione ultima del volere dell’artista, il quale ci pone dinnanzi alla maestosità dell’oro e dell’argento, materiali che, fin dall’antichità, sono stati utilizzati in contesti sacri e legati al divino.

THE FRAGMENT

In mostra anche l’ultimo progetto dell’artista, The Fragment, sviluppato in collaborazione con la galleria Rossetti Arte Contemporanea. Composto di frammenti di tela, il lavoro è concepito per esprimere il concetto di Impact da una prospettiva differente, a cui l’artista approda dopo numerose sperimentazioni performative. Da un livello di massima attenzione all’impatto, con un nucleo dal quale gli schizzi si irradiano, l’esigenza in The Fragment diventa quella di soffermarsi su ogni singolo aspetto del momento dello schianto. Nasce anch’esso dalla casualità, un quadro non riuscito nella sua totalità della composizione: Julian T sente l’esigenza di tagliarlo per trattenere ogni singolo particolare, approfondire quello che ci racconta. In The Fragment, ogni dettaglio è esaltato nella sua unicità, vive di una propria bellezza, composta di diagonali, gocce, materia che si è aggrappata alla tela in maniera casuale.

Impact è un effetto potente, originato da un gesto elementare, dalla semplicità della forza di una macchia. Quell’impatto visivo che Julian T ricerca ed esaspera, per mostrarci come sia estremamente naturale lasciarsi emozionare dalle cose semplici: basta istruire i propri sensi per saperle cogliere.