Julian T. alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania.
fino al 22 novembre 2026, Venezia.
Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania
alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia
Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation
Commissaria
Leah Elias Kihimbi
Vicedirettrice per lo Sviluppo delle Arti presso il Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e dello Sport della Repubblica Unita di Tanzania
Curatrici
Lorna Benedict Mashiba, Martina Cavallarin
Promotore
Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e degli Sport della Repubblica Unita di Tanzania
In collaborazione con
Rangi Gallery, Dar es Salaam, Tanzania; Gervasuti Foundation London-Venice
Produzione
MilleEventi | Venice & Everywhere
Organizzazione
Techne Art Service e PRS Impresa Sociale
Gervasuti Foundation at Supernova
Cannaregio 3218/A – Fondamenta della Sensa
Evento Speciale – Diary #06
JULIAN T. IMPACTFUL
A cura di Giulia Pozzi
11-26 luglio 2026
Inaugurazione sabato 11 luglio ore 19.00
Fotografie di Matteo Galtidi


L’intervento di Julian T. alla Biennale di Venezia 2026.
IL PADIGLIONE NAZIONALE DELLA REPUBBLICA UNITA DI TANZANIA OSPITA JULIAN T.
In occasione della 61ª Biennale d’Arte di Venezia, Julian T. integra la sua celebre ricerca incentrata sul gesto e sull’impatto visivo all’interno del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania.
Negli spazi della Gervasuti Foundation a Cannaregio, il Padiglione ospita la mostra collettiva intitolata Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation. L’esposizione riflette sui temi dell’identità, della memoria e delle percezioni intime che attraversano le società contemporanee ed invita ad ascoltare in modo trasversale, a prestare attenzione al rumore di fondo, oltre le grandi proclamazioni. Attraverso pratiche distinte ma interconnesse, agli artisti tanzaniani fa eco un coro polifonico di una selezionata compagine di artisti provenienti da altri luoghi.
Durante la mostra sono stati progettati una serie di Eventi Speciali – Diary, sotto la direzione scientifica di Martina Cavallarin. Si tratta di approfondimenti su opere e artisti, conferenze, workshop, laboratori in collaborazione con Accademie di Belle Arti e altre Istituzioni.
E il Padiglione diventa più che una mostra: un’atmosfera, uno spazio che ascolta a sua volta.
UN PROGETTO SPECIALE: DIARIO #06 DI JULIAN T. “IMPACTFUL”


A quasi vent’anni dalla nascita del progetto Impact, Julian T. torna alla Biennale d’Arte di Venezia con Impactful, un’esposizione personale che si configura come momento di compimento e, insieme, di nuova genesi.
All’interno del percorso espositivo del Padiglione Tanzania – suddiviso nelle quattro aree tematiche Corpo, Gesto, Archivio e Mente – le opere di Julian T. e il suo progetto Impactful rispondono direttamente al concetto espositivo. L’evento si inserisce perfettamente nella ricerca espressiva di Julian T., incentrata sul gesto istantaneo e sul concetto di impatto incontrollabile. Questa estetica dialoga con le riflessioni del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania sul “corpo” e sul “gesto” come frammenti di un’identità collettiva.
Nel lavoro di Julian T. la sequenza gesto – impatto – racchiude un’idea di tempo non lineare, fatta di attese, esplosioni e sedimentazioni. Nel progetto Impactful il processo di esecuzione è molto importante, dalla scelta degli strumenti per la creazione del momento, al colore, fino ad arrivare alla cura del lancio. Le tele nate da queste “esplosioni”, con i loro dettagli, simboleggiano ferite, collisioni e interazioni culturali. Si inseriscono perfettamente nell’obiettivo della mostra, che punta a far emergere le “frequenze minori” – ossia le memorie fragili, i sussurri e le connessioni invisibili tra l’Africa e il resto del mondo. I suoi lavori dialogano a livello internazionale con le installazioni e le performance dell’artista tanzaniano Lazaro Samuel.
L’Evento Speciale – Diary #06 Julian T. IMPACTFUL è reso possibile grazie al supporto di Sofi Gallery e di Andrea Skizzo Mulargia.


IMPACT PER LA SECONDA VOLTA ALLA BIENNALE DI VENEZIA
L’artista sente forte il desiderio di condividere l’esperienza performativa davanti alle persone, creando un pathos e un’interazione fuori controllo, che hanno come obiettivi quello di emozionare, provocare, sollevare il dialogo e sollecitare mutevoli ispirazioni. Nel 2007 un curatore si innamorò del progetto e Julian T. ebbe la grande occasione di mostrare al mondo la sua creatura: Impact fu lanciato da un dirigibile durante la Biennale di Venezia. L’artista e il suo team riuscirono nell’impresa, mostrando la potenza del gesto.

IMPACTFUL
dall’11 luglio al 26 luglio 2026
Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania, situato presso la Gervasuti Foundation (Cannaregio 3218/A e Cannaregio 4998) a Venezia, è aperto al pubblico da martedì a domenica fino al 22 novembre 2026.
L’ARTISTA
Julian T. nasce a Genova nel 1985. Vive e lavora a Savona.
Julian T. è un artista contemporaneo la cui ricerca si sviluppa attorno al rapporto tra gesto, materia e imprevedibilità. Il suo lavoro si concentra sull’analisi dell’istante come evento irripetibile, indagato attraverso processi che mettono in dialogo controllo e casualità.
Elemento centrale della sua pratica è il progetto Impact, avviato come riflessione sulla capacità di un gesto elementare di generare forme complesse e cariche di significato. Attraverso l’utilizzo di pigmento e ampolle in vetro, l’artista costruisce situazioni in cui l’azione, al tempo stesso progettata e lasciata libera di accadere, produce esiti sempre differenti, trasformando l’imprevisto in linguaggio visivo.
Accanto alla dimensione pittorica, Julian T. sviluppa una forte componente performativa, portando il momento dell’impatto nello spazio pubblico e condividendo con lo spettatore la tensione e l’attesa che precedono l’evento. Tra gli episodi più significativi si colloca l’azione realizzata nel 2007 in occasione della Biennale di Venezia, quando Impact venne lanciato da un dirigibile, ampliando la scala e la portata simbolica del gesto.
Nel corso della sua ricerca, l’artista ha progressivamente approfondito il rapporto tra materia e trasformazione, dando vita a cicli come Alchimia, in cui il percorso cromatico e l’introduzione di materiali come oro e argento riflettono una tensione verso la trasmutazione e la costruzione del sé. Parallelamente, progetti più recenti come The Fragment testimoniano un’evoluzione dello sguardo, orientata all’analisi del dettaglio e alla valorizzazione delle tracce residuali del gesto.
La pratica di Julian T. si distingue per un equilibrio costante tra rigore processuale e apertura all’imprevedibile, configurandosi come un’indagine sul potenziale espressivo dei fenomeni elementari e sulla capacità dell’arte di rendere visibile ciò che accade nell’istante.
Techne Art Service A.p.s.

